|
Ritorna alla pagina iniziale
Indice
Scarica il testo zippato
(32Kb)

|
|
PRIMO MAGGIO
CHICAGO 1886
GLI AVVENIMENTI DI PIAZZA HAYMARKET
IL
TERRENO STORICO
La battaglia di massa del proletariato industriale statunitense negli
anni 1880 non fu né una casualità storica, né,
quanto meno, un'esplosione spontanea generata dall'irresponsabilità
di singoli dirigenti operai.
Il significato degli avvenimenti di Chicago consiste appunto nel fatto
che proprio a quell'epoca la lotta degli operai americani per il miglioramento
delle proprie condizioni di vita, per una giornata lavorativa di 8 ore
e per il diritto di istituire proprie organizzazioni assunse effettivamente
un carattere di massa e mostrò l'esistenza di una determinata
maturità di classe. Nel movimento confluirono operai qualificati
e non, immigrati e americani di origine. Un milione circa di uomini
si unirono in organizzazioni operaie. Detto movimento divenne in un
certo senso l'apice di lunghi e complessi processi di formazione del
proletariato operaio, aprì una nuova tappa nella lotta di quest'ultimo
contro la borghesia e segnò l'inizio del moderno movimento operaio
negli Stati Uniti.
Il movimento del proletariato americano per una giornata lavorativa
di otto ore emerse dal cuore stesso della rivoluzione e della guerra
civile (1862-1965) negli USA: era una logica conseguenza di quei mutamenti
socio-economici che avevano determinato avvenimenti di alto valore significativo
per tutta la successiva storia del paese. "Negli Stati Uniti dell'America
del Nord - scrisse Marx ne' "Il Capitale" - ogni movimento
operaio indipendente non poteva che essere paralizzato, finché
la schiavitù deturpava una parte della repubblica... Ma dalla
morte della schiavitù germogliò subito una vita nuova
e ringiovanita. Il primo frutto della guerra civile fu l'agitazione
per le otto ore che cammina con gli stivali dalle sette leghe della
locomotiva, dall'Atlantico al Pacifico, dalla Nuova Inghilterra alla
California".
La guerra civile rese disponibili grandi forze per lo sviluppo del capitalismo
negli USA. Con l'espansione dall'industria capitalista, la crescita
del numero e della concentrazione della classe operaia e l'aggravarsi
dello sfruttamento capitalistico, si allargò e crebbe la protesta
del proletariato industriale, la quale si espresse nel movimento proletario
nazionale generale, nella creazione di grosse unioni operaie: l'Ordine
dei cavalieri del lavoro e la Federazione delle Trade Unions e delle
unioni operaie degli USA e del Canada, predecessori della AFL (l886).
Il movimento operaio americano, la cui maturazione durava già
da molti anni, malgrado un certo ritardo rispetto al movimento operaio
europeo, crebbe di colpo e con grande potenza, constatò Friedrich
Engels già nel gennaio del 1886, quando gli avvenimenti di quel
fatidico anno non avevano ancora raggiunto l'apice.
Quanto al "ritardo" del movimento operaio americano, questo
era dovuto a concrete cause storiche. Infatti, nonostante l'identità
delle fondamentali leggi e tendenze di formazione del capitalismo nel
Vecchio e nel Nuovo Mondo, l'affermazione e lo sviluppo del capitalismo
negli USA furono accompagnati da alcune peculiarità proprie a
questo paese. Naturalmente, questo non poteva mancare di incidere sul
processo di maturazione della coscienza di classe e della coesione del
proletariato americano.
In primo luogo, l'America del Nord è un paese che non ha mai
conosciuto il feudalesimo ed è cresciuto esclusivamente su basi
borghesi. L'incredibile crescita del capitale, tra cui l'afflusso di
notevoli contributi monetari dall'Europa, la sua concentrazione, soprattutto
all'interno del paese, sullo sfruttamento di ricche risorse locali,
l'afflusso della forza lavoro dall'Europa, dall'Asia, dall'America centrale,
l'alta professionalità degli operai europei e le conquiste tecniche
del Vecchio Mondo: tutti questi fattori contribuirono allo sviluppo
del capitalismo americano.
Le enormi distese di terre "libere" nell'Ovest del paese favorirono
l'espansione del capitalismo. Dal punto di vista della struttura sociale
della società americana e della sua dinamica, tale sviluppo estensivo
significava una maggiore mobilità delle frontiere sociali. Dopo
la guerra civile una determinata parte di operai americani poté
beneficiare realmente della legge sulle fattorie: tramite l'acquisto
di un appezzamento di terra, molti operai si trasformarono in agricoltori,
imprenditori, commercianti, rinunciando così alla loro condizione
di proletari. E sebbene l'acquisto di un appezzamento di terra, la sua
coltivazione e il trasferimento all'Ovest del paese fossero legati a
difficoltà e privazioni, e richiedessero l'accumulazione di notevoli
somme di denaro, la stessa possibilità di potersi trasformare
in proprietari frenava seriamente la formazione di un proletariato permanente
ed ereditario. Questo influiva naturalmente sulla formazione della coscienza
di massa degli operai e sul loro spirito socio-psicologico, mantenendo
per contro vivo, in loro, uno spirito individualista e l'aspirazione
alla proprietà.
Quando le terre "libere", verso la fine degli anni '80 del
XIX secolo, cominciarono ad essere sempre meno, la situazione cambiò
e la grande valvola di sicurezza che impediva la formazione di una classe
permanente di proletari, di fatto cessò di funzionare. Ne risultò
la formazione di una classe di operai salariati d'origine americana.
Negli ultimi 30 anni del XIX secolo, la consistenza numerica della classe
operaia passò da 3,8 a 9,4 milioni. Ebbe inizio un impetuoso
processo di polarizzazione di classe della società americana.
Un'impressionante descrizione della struttura sociale di quest'ultima
appartiene ad Edward Aveling e sua moglie Eleanor, figlia di Marx, i
quali visitarono gli USA nel 1886: "In America... la differenza
tra la classe capitalista e quella operaia... si manifesta in modo nettissimo
e senza compromessi. Ad un estremo della scalinata sociale si trova
il milionario che abbatte apertamente e spietatamente i propri concorrenti...
All'altro estremo si trova invece il proletario indifeso, affamato...
L'effettiva divisione della società in due classi - quella operaia
e quella capitalista -... negli USA balza subito agli occhi. Il sistema
capitalista è arrivato negli USA come un prodotto finito e con
un'assoluta mancanza di scrupoli, esso mette tutti ed ognuno a conoscenza
del fatto che la società contemporanea consiste di due classi,
le quali sono ostili l'una all'altra".
La successiva storia degli USA ha posto questo paese al primo posto
nel mondo per livello di sviluppo delle forze produttive e il peso specifico
della classe operaia nella composizione sociale della popolazione è
divenuto uno dei più elevati tra i paesi capitalisti industrializzati.
Un'altra peculiarità della formazione della classe operaia americana
consiste nel fatto che negli USA questo processo si è sviluppato
parallelamente ad un costante afflusso di operai dai vari paesi europei
ed asiatici. Questo fattore ha determinato il carattere etnico estremamente
differenziato del proletariato americano, elevando barriere linguistiche
ed altre tra i suoi singoli settori. Se per alcuni decenni gran parte
della popolazione d'origine americana fu influenzata dalla possibilità
di "rigettare", ancora nel pieno delle forze fisiche, la condizione
di lavoratori salariati per diventare "padroni" tramite l'acquisto
di appezzamenti di terra, gli immigrati, che si trovavano di solito
in condizioni di ristrettezze materiali, erano pressati dalla necessità
di trovare subito un posto di lavoro e spesso, non conoscendo la lingua
del paese, per loro, l'acquisto di un appezzamento di terra era una
possibilità ben poco reale. Bisogna poi aggiungere che essi non
erano cittadini degli USA. Non si devono dimenticare nemmeno le ragioni
di carattere psicologico, in primo luogo le difficoltà di adattamento
ad un ambiente completamente nuovo. Per questo, in pratica, come osservò
con grande precisione Friedrich Engels, per gli operai immigrati esisteva
un'unica possibilità: la condizione di proletario a vita. Ciò
fissava lo status "aristocratico" di chi era di origine americano
e contribuiva a far nascere in ciascuno di loro un senso di superiorità
(tra questi americani vanno annoverati anche gli strati di immigrati
privilegiati, cioè gli operai altamente qualificati) e li spingeva
ad unirsi in ristrette unioni di categoria. Da tali unioni erano banditi
non solo gli immigrati, ma anche una categoria di abitanti d'origine
americana: i neri.
Erano queste, dunque, le concrete condizioni storiche che frenavano
il processo di consolidamento di classe del proletariato, facendone
calare la forza collettiva. Queste stesse condizioni determinavano anche
una certa arretratezza della coscienza di massa, il che non contribuiva
affatto alla comparsa di una base reale, di un terreno adatto a recepire
le idee della visione proletaria scientifica del mondo.
D'altra parte, gli USA non avevano nemmeno un sufficiente numero di
uomini capaci di elaborare teoricamente, di esprimere vedute ideali
e di introdurre nel movimento operaio un'ideologia avanzata. Ma anche
questa mancanza era dovuta a cause determinate, fra cui l'assenza, in
virtù di un "ritardo" di quasi quarant'anni del capitalismo
americano su quello europeo, delle tradizioni affermatesi nella lotta
di classe. Si faceva sentire inoltre una certa inerzia del modo di pensare
degli americani, caratterizzato da pragmatismo e, come disse Engels,
da uno spirito di "febbrile intraprendenza".
Negli USA, la propaganda delle idee del socialismo scientifico era indebolita
anche dal fatto che l'ondata immigratoria verificatasi verso la fine
del XIX secolo aveva portato nel paese i rappresentanti di una serie
di dottrine non propriamente marxiste: gli anarchici con a capo J. Most,
i lassaliani ed altri. E benché non capissero le condizioni e
la specificità del movimento operaio americano, questi ultimi
si proponevano come "teorici".
Ecco perché, in particolare, alla dirigenza del movimento sindacale
arrivarono in prevalenza, in un secondo tempo, uomini, i quali difendevano
gli interessi degli strati elitari della classe operaia, uomini che
non si levavano al di sopra dei problemi economici congiunturali tipici
di questi gruppuscoli.
Non ci deve quindi meravigliare il fatto che, approfittando di un potere
economico e politico illimitato, la borghesia americana fosse in grado
di creare solidi capisaldi al fine di difendere i propri privilegi originari,
nonché un vasto sistema di mezzi e metodi di influenza ideologica,
in tutti gli strati della società americana, compresa la classe
operaia.
|